Nairobi – la città dei più
dove tutto è superlativo

Nairobi è la città dei superlativi, il perno della vita sociale e politica del Kenya, la capitale mondiale del safari. Ed è anche la “Nairobbery”, la città dei furti, così soprannominata per l’elevato numero di truffe, scippi e atti delinquenziali che ogni giorno minacciano le strade. E’ poi la città dei matatu. Un esercito di qualche centinaia di migliaia di minibus che sfrecciano e che intasano strade, rondò, piazze, ma che danno, nello stesso tempo, un tocco di colore a questa grande, grigia metropoli, grazie alle sfavillanti tinte che disegnano soggetti da fare invidia ad artisti e grafici.
Il centro cittadino è un continuo succedersi di attività commerciali, con tanti banchi che danno sulla strada, cosicché non è necessario entrare dentro, ma puoi contrattare la merce stando sul marciapiede. E sono per lo più negozi che vendono telefoni cellulari e artigianato africano. Ed è a quartieri che si suddivide la merce, ogni zona ha il suo prodotto o servizio. Per cui trovi intere lunghe strade che espongono solo elettrodomestici, altre abbigliamento, altre ancora cosmetici, oppure arredi, macchine fotografiche e quant’altro. I commercianti sono mediamente gentili e disponibili, a volte un po’ pressanti, e il prezzo si può spesso trattare.
Nei giorni dedicati a Nairobi andrò a visitare il Kenyatta International Conference Center, il Palazzo del Parlamento, l’ex Ambasciata americana, il National Archives, la Moschea Jamia, ma anche il Masai Market e il Langata Giraffa Center e qualcos’altro che deciderò all’ultimo momento.
Tuttavia, la maggior parte del tempo sarà dedicata alla visita agli slum. Con Nicolò, andremo dentro queste baraccopoli, entreremo nelle case di questa povera gente, conosceremo le loro storie.
Poiché cautela e rispetto sono sempre buone norme da considerare in ogni viaggio, andremo accompagnati da Edmond, il responsabile di Alice Village, e da altri che conosceremo e che ci faranno da guida.
Per entrare in punta di piedi nella vita di un popolo che vive ai margini del mondo, per documentare le condizioni di povertà dentro le quali versano, per dare voce a chi chiede di essere ascoltato.
Saremo nei prossimi giorni a Kibera e a Korogocho, ma anche a Kawangware a Mathare a Soweto. Poi nelle carceri, come anche nelle sedi delle associazioni umanitarie. Saremo là, nelle strade di questa città grigia, tra la gente che vive Nairobi, la città dei più.
©Roberto Roby Rossi
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